San Benedetto Val di Sambro, casa di riposo lager: vecchiette stuprate e picchiate dal titolare


Erano stati i Carabinieri nel febbraio 2019 a scoprire quello che succedeva all’interno di una casa famiglia per anziani di San Benedetto Val di Sambro, sull’Appennino bolognese. Ricordate? Violenze e maltrattamenti, veri e propri abusi. I militari avevano eseguito delle misure cautelari personali nei confronti del titolare della struttura e di alcuni operatori sanitari addetti all’assistenza.

Oggi emergono altri e nuovi inquietanti particolari. Nel corso delle indagini, infatti, gli inquirenti hanno contestato al titolare della struttura un secondo stupro, ai danni di una 91enne. (Continua dopo la foto)




A testimonianze delle azioni violente ci sono alcuni video, che mostrano come nella struttura si siano verificati episodi di maltrattamenti ai danni dei malcapitati ospiti. La struttura, una casa di riposo aperta da solamente un anno, è stata chiusa e sequestrata.

A finire agli arresti R.L., cittadino italiano di 52 anni, titolare di una comunità di alloggio di San Benedetto Val di Sambro. Assieme a lui anche tre operatrici sanitarie di 39, 42, e 53 anni dipendenti all’interno della struttura, di cui una la moglie del titolare. (Continua dopo la foto e il video)





Ma cosa è successo davvero tra quelle mura? Secondo gli investigatori l’elenco delle sevizie su una decina di ospiti, è molto esteso tutti anziani e in condizioni di inferiorità fisica e psicologica: sveglie nel cuore della notte, somministrazione di cibi scaduti o in alcuni casi con porzioni scarse.

La notte il riscaldamento veniva spento e gli ospiti sarebbero stati abbandonati a loro stessi. Alcune volte le terapie farmacologiche non sarebbero state seguite, e chi aveva difficoltà ad andare i bagno sarebbe stato lasciato a se stesso. Le indagini sono partite quando la voce ha cominciato a spargersi in paese circa quello che accadeva dentro la casa di cura da 2mila euro mensili.