Elisa, uccisa dal marito davanti alla figlia di 10 anni: “L’ho presa a martellate”


Confessa il marito della donna trovata morta a Cisterna di Latina nella sua abitazione. Fermato e portato nella caserma dei carabinieri, l’uomo ha raccontato agli inquirenti di aver colpito la moglie alla testa con un martello al culmine di una lite. Dopo l’omicidio si è disfatto del martello, gettandolo nelle campagne intorno alla cittadina dove i carabinieri lo stanno cercando.

E’ stata la figlia di 10 anni a lanciare l’allarme chiedendo aiuto ad alcuni parenti: i familiari, mentre accorrevano sul posto, hanno chiamato i militari dell’Arma che sono arrivati in casa e hanno trovato il corpo senza vita della 36enne con una ferita lacero contusa da corpo contundente alla testa. IL VICINO – “Noi li vedevamo raramente e mai insieme. Conoscevo la ragazza da quando era bambina e mai mi sarei aspettato che potesse finire così, una fine terribile” racconta un vicino di casa. (Continua a leggere dopo la foto)




“Sono rimasto impietrito quando ho saputo quello che era successo. Non abbiamo mai sentito litigi – racconta ancora il vicino che vive a pochi metri, nel quartiere San Valentino, lo stesso dove viveva Desirée Mariottini, la giovane morta in uno stabile abbandonato a San Lorenzo – ma a vedere quello che è accaduto non sappiamo cosa c’è dietro. Io alle donne dico ‘quando c’è qualcosa che non va denunciate’, anche da uomo non posso più sentire queste storie”. (Continua a leggere dopo la foto)



“Erano miei vicini di casa – racconta un altro residente di via Palmarola – non li sentivo litigare o urlare. Sentivo solo lui quando usciva di casa al mattino presto, verso le 5, per andare al lavoro. Ma questa mattina non l’ho sentito”.

LE AMICHE – Sono abbracciate, in lacrime, fuori dalla casa alla periferia di Cisterna di Latina, le amiche della 36enne. I carabinieri, insieme alla scientifica, hanno terminato i rilievi all’interno dell’appartamento portando via il cadavere della donna. (Continua a leggere dopo la foto)



 

Oltre un anno fa la cittadina laziale era stata travolta da un altro, gravissimo fatto di sangue: il 28 febbraio 2018 l’appuntato dei carabinieri Luigi Capasso ha sparato alla moglie Antonietta Gargiulo, da cui era separato, nel garage dell’abitazione dove viveva la donna. Poi è salito nella casa della ex, dove si è barricato, ha ucciso le due figlie di 7 e 13 anni e si è suicidato. La donna è sopravvissuta alla strage e solo dopo qualche giorno, quando le sue condizioni sono migliorate, è venuta a sapere che le figlie, Martina e Alessia, erano morte.

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