Schianto sulla statale, un morto e 4 feriti: per Michele non c’è stato niente da fare


Ancora un’incidente mortale sulle strade italiane. Ancora una vittima sull’asfalto. Si chiama Michele Di Franco, aveva 39 anni ed era originario di Palermo. Ha trovato la morte la mattina del 5 luglio mentre con la sua macchina si dirigeva verso Castellammare del Golf. Stava percorrendo la strada provinciale Trapanese, quando all’altezza del bivio per Scopello è avvenuto l’impatto fatale. La sua Lancia Y, infatti, si è andata a scontrare contro una Land Rover, che procedeva in senso opposto, forse a velocità sostenuta.

Il bilancio dell’incidente non è solo di un morto, ma anche di quattro feriti, tutti a bordo della Land Rover. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118, gli uomini della Polizia Municipale, dei Vigili del Fuoco e dei Carabinieri. Ancora poco chiara la dinamica dell’incidente, sulla quale indaga la Polizia Municipale di Castellammare del Golfo che sta effettuando i rilievi. Continua a leggere dopo la foto




Una notizia che ha sconvolto tutti. Michele, infatti, a Palermo era per tutti “Michelone” o “Bomber”, come lo chiamavano gli amici di sempre, gli amici di una vita. Famosissimo in città, ben voluto da tutti, amato e stimato. Aveva solo 39 anni e aveva frequentato le scuole del Don Bosco, dove tutti, ex alunni e compagni, lo ricordano per la voglia di divertirsi, per il sorriso, per quella aria gioviale e tenera. E subito, sui social, si sono scatenati i post, i commenti, le foto. “Ricordo quella mattina alle 7,30 al Don Bosco quando ti dissi ‘da ora in poi ti chiamerò bomber’.  Riposa in pace amico mio anzi fai bordello pure lì” ha scritto un amico. Continua a leggere dopo la foto



Lo conoscevano tutti, soprattutto la classe degli anni 80, e tutti piangono l’incidente di Scopello. “Quel soprannome poi, era figlio della scuola elementare, travisato dall’omonimo film con Bud Spencer. Andavamo entrambi al Tomaselli, lui sezione B io A. Ed era già così. Il triplo di tutti noi, ma non faceva paura – racconta un amico di Michele – Al punto che accettava di buon grado di fare il portiere a calcio. Perché, avendo visto Holly e Benji in tv, ti illudevi che potesse essere un po’ come Teo Sellers. Poi ci siam ritrovati al Don Bosco. Io al Classico e lui all’Economico. E nonostante la stazza, lui ‘cuccava” tanto”. Continua a leggere dopo la foto.



Adesso il ricordo avverrà anche nello stadio Renzo Barbera, il tempio del Palermo, dove in curva Michelone era tra i più amati e seguiti. “Non abbiamo mai parlato molto, ma da posizioni umane diverse ci siamo sempre rispettati e salutati” spiega un altro amico. Frammenti e ricordi sparsi, spazzati via dall’incidente di Scopello.

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