Temporale in spiaggia mentre fanno il bagno: morto un uomo di 49 anni


Dramma sulla spiaggia di Jesolo, in provincia di Venezia, all’altezza della Torretta 17. Un uomo è morto stroncato da una malore improvviso. La tragedia è avvenuta ieri pomeriggio, verso le 16.45, all’altezza della torretta numero 17, nel tratto di arenile compreso tra piazza Trieste e piazza Drago, nella località balneare in provincia di Venezia. La vittima è un cittadino romeno di 49 anni residente a Padova, Grigore Ciorbu. L’uomo era arrivato a Jesolo assieme alla fidanzata e ad altri due amici, tutti suoi connazionali, per trascorrere una giornata di festa che purtroppo si è trasformata in dramma.

Secondo le prime testimonianze il gruppetto si trovava in acqua e rientrati in tutta fretta, nella confusione generale (per la pioggia e il temporale, c’è stato un fuggi fuggi generale dei turisti), al momento non si erano accorti che mancava l’amico. Sono così ritornati in spiaggia e hanno iniziato a cercarlo. Allertati anche gli addetti al salvataggio di quella zona, di competenza di Jesolo Turismo Spa. Continua dopo la foto







Il corpo senza vita del 49enne, è stato ritrovato a circa 15 metri dalla battigia. Sotto choc la cittadina di Jesolo e tutti i bagnanti. Purtroppo non si è potuto far nulla per rianimarlo. Considerato che il mare, nonostante il temporale, non era mosso, non è escluso che il decesso sia da ricondurre ad un malore, ma tutte le verifiche del caso sono in corso. Sul posto anche la guardia costiera. Probabile, il motivo sia riconducibile a un infarto. Continua dopo la foto




L’infarto del miocardio (o miocardico) si verifica quando un trombo (coagulo di sangue) interrompe improvvisamente il flusso di sangue all’interno di un’arteria coronaria (vaso sanguigno che porta il sangue ad una parte del muscolo cardiaco). L’interruzione del flusso sanguigno diretto al cuore, con il protrarsi dei minuti ed ore può danneggiare o distruggere (necrosi) una parte del muscolo cardiaco (miocardio). Continua dopo la foto


 


Tuttavia, se il flusso sanguigno viene ripristinato in tempi brevi, il danno al cuore può essere limitato o addirittura evitato. Un infarto del miocardio, anche chiamato attacco cardiaco, può essere fatale. Questo succede per lo più quando le persone confondono i loro sintomi con una malattia meno grave, come l’indigestione, e ritardano l’accesso in ospedale. Dunque, per ridurre la mortalità è fondamentale che il paziente o i familiari riconoscano prontamente i sintomi al fine di attivare i soccorsi e le relative strategie terapeutiche urgenti (farmacologica e soprattutto riperfusione meccanica con angioplastica).

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